in un ripido pendio in s. abbondio sorge una casa per due persone e gli ospiti.

il terreno si connette su tre lati a costruzioni esistenti e nuove, mentre confina sul lato a valle con la strada di accesso e una vasta area boschiva, offrendo una vista aperta a sud-ovest sul lago maggiore e le montagne.

la chiara volumetria dell’edificio, che si erge dal terreno privo di modifiche topografiche, come anche la materializzazione del calcestruzzo nello stesso colore delle rocce naturali, integrano il nuovo edificio con cautela nel quartiere eterogeneo. il beton diventa la pietra naturale dell’era moderna.

irregolari aperture, apparentemente disposte a caso, donano al monolito un’unità sculturale. i locali interni e i cortili, arcaici, sono erosi.

locali e cortili spartani si aprono orizzontalmente e verticalmente verso l’acqua, il bosco e le montagne, la luce e il sole; vivono della poesia della natura.

la limitazione a pochi materiali di base, cemento, selciato in pietra naturale e legno, genera un’interazione arcaica che fluisce naturalmente tra interni ed esterni.

l'architettura in calcestruzzo vive della semplicità della sua struttura statica, riferendosi quindi alla locale architettura tradizionale in pietra.

architettura e materiale sono reciprocamente dipendenti. il beton viene utilizzato con la sua insita forza primordiale quale principale materiale interno ed esterno, per pavimenti, pareti e soffitti; corporeo, come volume, come massa. il cassero con foderine grezze gli conferisce un aspetto caldo e vivo.

 

 

direzione lavori: roberto la rocca architetto, minusio  www.rlrarch.ch

 

immagini: hannes henz, fotografo d’architettura, zurigo   www.hanneshenz.ch